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Tra l’VIII e il XII secolo la via Francigena è stata la principale via di comunicazione tra Roma e il Mare del Nord. Le sue origini risalgono all’epoca della dominazione longobarda quando i collegamenti tra Roma e la Cispadania erano impediti dai Bizantini che controllavano l’Esarcato (Romagna) e la costa ligure. I Longobardi , utilizzando e ricalcando preesistenti tracciati romani, crearono il passaggio nella dorsale appenninica: la Via di Monte Bardone (da Mons Langobardorum), corrispondente all’attuale Passo della Cisa. Un passaggio strategicamente importante al quale i re longobardi assicurarono sicurezza e controllo con la costruzione di roccaforti, ma anche abbazie regie e monasteri che offrivano ai viandanti cura e ricovero. A partire dal IX secolo la strada comincia ad essere nominata “via Francigena”, ovvero strada che proviene dal regno dei Franchi. Strada millenaria fu percorsa nei secoli da mercanti, sovrani, religiosi e pellegrini che si recavano a Roma e poi proseguivano per la Terra Santa o che ,in un percorso inverso, risalivano , dopo l’imbarco a Luni, verso Santiago de Compostela. La Francigena divenne così nel Medioevo il punto d’incontro dei tre grandi pellegrinaggi, di culture, emblemi e linguaggi dell’Occidente cristiano. La Via Francigena non è una via , ma un sistema viario con molte alternative e varianti che trovano unitarietà e ufficialità nel diario di viaggio di Sigerico, arcivescovo di Canterbury. Nel 990, di ritorno da Roma dove ha ricevuto il “pallium” (la stola di lana bianca,segno del suo incarico) annota le 79 tappe del suo cammino verso Canterbury in un percorso preciso anche nella descrizione dei punti di sosta. Forti e significative sono ancora oggi le influenze esercitate dalla via Francigena sulla storia, l’arte, la tradizione religiosa dei territori attraversati, precoce testimonianza di culture europee diverse, sulla strada dal Medioevo verso l’Europa Moderna. Nel 1994 la via Francigena è stata dichiarata “Itinerario Culturale del Consiglio d’ Europa” e nel dicembre 2004 la Segreteria Generale del Consiglio d’Europa le ha conferito la menzione di Grande Itinerario Culturale Europeo.

“L’Europa è una grande speranza che si realizzerà soltanto se terrà conto della storia: un’Europa senza storia sarebbe orfana e miserabile. Perché l’oggi discende dall’ieri, e il domani è il frutto del passato”

(Jacques Le Goff)

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